Aneddoto di famiglia
Durante le guerre napoleoniche, 1805, i francesi passarono anche per Trento.
A Povo, tutti temevano le truppe presuntuose (e quale truppa non lo è).
La famiglia di Paride Saracini viveva dietro porte e persiane chiuse nel piccolo
salottino, vicino alla sala superiore. Ma nel piccolo cortile dell'Ala Roma c'è,
come tu sai, un balcone con ringhiera.
Lassù arrivò un francese, altri lo seguirono, videro la luce nel salottino
attraverso le persiane chiuse, in un batter d'occhio queste furono aperte e
rotti i vetri entrarono.
La famiglia di Paride Saracini era a cena, "Oh mon Dieu", videro gli sporchi
berretti rossi e i calzoni pure rossi dei soldati.
"Votre argenterie, vos bijoux, toute votre caisse, s'il vous plait! Allons à
la cave!" Un francese seguì l'altro.
Il caro bis bisnonno rimase quasi impietrito dallo spavento.
Sua moglie, ignorandolo, corse nella sua stanza, prese un bellissimo cappello
stile impero, lo indossò e in tutta fretta se ne andò;
corse e raggiunse la città, chiese del Comando e parlando correttamente il
francese s'impose alla sentinella.
"Faites entrer Madame!" Già si trovava davanti al Generale, lo guarda quasi
tremando e dice: "Justice, mon General, nous sommes saccagès".
"Ella ha raggiunto il suo scopo! J'attends qu'on me retourne le proie".
"À vos ordres, Madame, la Comtesse".
Tutto fu restituito, meno due fiaschi di vino.
Brano tratto dal diario di famiglia
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